Prima di essere una polo da indossare con un chino, La Martina è una storia di equipaggiamento, campi da gioco e relazioni costruite intorno a uno sport. Il marchio nasce a Buenos Aires nel 1985 e sviluppa la propria identità attraverso il polo argentino, prima di portarne i segni nel guardaroba quotidiano.
La sua particolarità non consiste nell’avere inventato la maglia polo. Consiste nell’aver trasformato un rapporto concreto con giocatori, squadre e tornei in un linguaggio riconoscibile anche da chi non è mai sceso in campo: ricami, colori, numeri e riferimenti ai club diventano elementi di una proposta lifestyle internazionale.
1985: l’esperienza di Lando Simonetti e il progetto di famiglia
La cronologia ufficiale colloca la fondazione a Buenos Aires nel 1985, per iniziativa di Lando Simonetti. Il percorso imprenditoriale arriva dopo un’esperienza nel settore dell’abbigliamento negli Stati Uniti, ricordata anche dall’analisi pubblicata dalla business school IMD.
Non è quindi la storia di un’idea nata senza precedenti competenze commerciali. Simonetti conosce il prodotto e i mercati internazionali; il polo gli offre un punto di partenza specifico dal quale costruire un’identità.
Nel racconto non va trascurata Gachi Ferrari. La Nación, nella ricostruzione economica del febbraio 2026, presenta Simonetti e Ferrari come fondatori e proprietari, mentre la pagina istituzionale mette in primo piano Lando e descrive il marchio come un progetto familiare. Tenere insieme queste prospettive permette di non ridurre l’impresa alla sola figura del suo volto più noto.
La data di riferimento rimane il 1985, confermata dalla cronologia ufficiale e dal quarantesimo anniversario del 2025. Le biografie e i ricordi personali possono riportare sequenze differenti, che non utilizziamo per spostare la fondazione.
Prima l’equipaggiamento, poi il guardaroba
Le fonti concordano sulla vocazione iniziale: servire il mondo del polo. IMD ricorda selle e stivali in cuoio, seguiti da maglie e cappellini; un articolo di El País del 2017 mette invece in evidenza una borsa per i giocatori argentini che viaggiavano all’estero. Sono racconti che illuminano aspetti diversi dell’avvio, non una base sufficiente per stabilire un unico “primo prodotto”.
Il punto comune è il destinatario. La Martina costruisce la propria reputazione intorno a persone che praticano questo sport e che devono trasportare attrezzature, allenarsi e partecipare a competizioni. L’abbigliamento si sviluppa dentro questa rete di esigenze e contatti.
La linea tecnica continua ad avere un proprio spazio, distinto dal lifestyle. Un accessorio quotidiano non diventa automaticamente equipaggiamento equestre; una polo con un ricamo non è per questo una maglia ufficiale da competizione.
Gli anni Novanta: la squadra, La Casona e i mondiali
La storia ufficiale colloca negli anni Novanta la nascita di una squadra di alto handicap, l’apertura di La Casona a Buenos Aires e il ruolo di fornitore dei campionati mondiali di polo. La crescita non passa soltanto dalla vendita: il nome entra nell’organizzazione e nella rappresentazione dello sport.
La Casona diventa un luogo in cui il prodotto incontra l’ambiente da cui proviene. La squadra rende il marchio visibile sul campo, mentre le forniture ai tornei estendono le relazioni oltre l’Argentina.
La cronologia consultata non assegna un anno preciso a ciascuna di queste tappe. È più corretto mantenerle nel decennio indicato che costruire una successione apparentemente esatta ma non documentata.
La Polo Replica: portare fuori dal campo un linguaggio sportivo
Nel racconto ufficiale, le richieste dei giocatori portano alla produzione delle maglie da gioco. L’idea delle Polo Replica sviluppa poi un guardaroba parallelo: capi ispirati all’abbigliamento dei team, pensati anche per la vita fuori dalla partita.
Il cambiamento riguarda il significato dei dettagli. Una grafica nata per rendere riconoscibile una squadra può diventare decorazione; un numero può entrare nella composizione della maglia; il nome di un evento può raccontare l’appartenenza a un ambiente.
Questo non significa che ogni polo del marchio sia una replica, o che ogni stemma autorizzi a parlare di una specifica collaborazione. Le collezioni comprendono anche modelli più sobri, nei quali bastano il colletto e un piccolo ricamo a rendere leggibile l’identità.
La Martina non coincide neppure con altri marchi che utilizzano cavalli e giocatori nel proprio immaginario. La storia da seguire è quella dell’impresa argentina e delle sue partnership documentate, non una generica genealogia dello stile polo.
Il capitolo britannico e il Guards Polo Club
Il rapporto con il Guards Polo Club, nel Windsor Great Park, è una delle tappe più riconoscibili dell’espansione internazionale. La pagina ufficiale La Martina descrive un’attività commerciale nel club e colloca nel 2010 un accordo di licenza globale, collegandolo anche alla diffusione della Military Jacket.
La relazione unisce abbigliamento, retail ed eventi. Le fonti del club confermano un negozio La Martina e il sostegno a tornei come il Varsity Day e il Queen Elizabeth The Queen Mother’s Centenary Trophy.
Occorre distinguere questi rapporti dall’idea di un’approvazione generale da parte della famiglia reale o di un’intera istituzione britannica. Una partnership con un club ha un perimetro preciso; non conferisce uno status speciale a qualunque prodotto che porta il nome del marchio.
2016: Oxford, Cambridge e un accordo da leggere con precisione
Il 15 maggio 2016 il Guards Polo Club annuncia un accordo quinquennale per la sponsorizzazione del Varsity Day da parte di La Martina. La comunicazione comprende un’intesa di licenza mondiale con le squadre di polo di Oxford e Cambridge.
È un passaggio importante perché mette in relazione sport universitario, visibilità commerciale e prodotto. I soggetti indicati sono però le squadre di polo: non trasformiamo l’accordo in una licenza indistinta per ogni attività delle due università.
Anche la durata va rispettata. Un annuncio di cinque anni nel 2016 è una fonte storica; per descrivere il rapporto attuale servono ulteriori riscontri. Le pagine istituzionali successive continuano a presentare le partnership, ma non utilizziamo il vecchio annuncio come prova di un rinnovo con identiche condizioni.

Maserati: lo sport diventa anche racconto
La collaborazione con Maserati offre un altro esempio del modo in cui La Martina sviluppa il proprio universo. Le comunicazioni della casa automobilistica documentano un tour internazionale di polo realizzato insieme al marchio: il 2016 viene descritto come il terzo anno del progetto.
Per quella stagione Maserati presenta anche #PoloStories, un’iniziativa di narrazione digitale che segue alcune tappe e racconta protagonisti, luoghi e legami fra sport e stile. La Martina è indicata come fornitore ufficiale dei team Maserati, con maglie dedicate.
Una collaborazione di questo tipo combina partita, ospitalità, comunicazione e capsule. Non significa che gli articoli ordinari del catalogo siano prodotti Maserati o appartengano a quelle edizioni limitate. Le caratteristiche di una capsule non si estendono all’intera offerta.
2025: quarant’anni e una nuova direzione creativa
Nel gennaio 2025 FashionNetwork annuncia Antonella Di Pietro come prima direttrice creativa nella storia del marchio. L’obiettivo dichiarato è tradurre il patrimonio argentino e il legame con il polo in una proposta contemporanea.
Il cambiamento riguarda anche l’organizzazione. Nel maggio dello stesso anno vengono presentati Alessandro Milia per vendite e marketing, Massimiliano Giulini per l’area legale e finanziaria e Carlo Menegati per prodotto e operazioni.
Milano Finanza racconta nel giugno 2025 il ritorno a Pitti Uomo dopo una pausa di sei anni, con la presentazione della primavera-estate 2026. La stagione commerciale della collezione non va confusa con l’anno dell’annuncio: il nuovo corso è già visibile nel 2025, pur lavorando su prodotti destinati all’anno successivo.
Le dichiarazioni parlano di una struttura di collezione che affianca capi essenziali e proposte più caratterizzate, oltre a una revisione della distribuzione. I programmi di apertura e gli obiettivi di crescita restano programmi, non risultati automaticamente raggiunti.
2026: la partnership con BWM
Il 19 giugno 2026 FashionNetwork riferisce una partnership strategica con BWM, società del gruppo Li & Fung specializzata nello sviluppo e nella produzione di abbigliamento e nella gestione della filiera.
Secondo le dichiarazioni di Adrian Simonetti riportate nell’articolo, La Martina mantiene la direzione creativa, mentre BWM interviene su sviluppo prodotto, approvvigionamento, produzione e supply chain. È un accordo industriale: la fonte non lo presenta come l’acquisizione del marchio da parte di Li & Fung.
La pagina istituzionale descrive oggi Adrian Simonetti alla guida del percorso internazionale. La dimensione familiare rimane parte del racconto, mentre il supporto di un partner industriale amplia gli strumenti operativi.
Questa notizia non permette di attribuire a BWM la produzione dei singoli articoli già presenti presso mem39. Per stabilirne produttore, origine e composizione occorrono informazioni riferite al prodotto, non la sola data di un accordo aziendale.
Sei articoli La Martina nel catalogo mem39
La collezione La Martina di mem39 offre un punto di osservazione sul passaggio dal linguaggio sportivo al guardaroba quotidiano. Abbiamo selezionato sei schede, senza estendere a tutto il catalogo le caratteristiche di un singolo capo.
La polo bianca slim è descritta con maniche corte, apertura a due bottoni, contrasti e ricamo. Nell’immagine di catalogo si distinguono il bordo blu del colletto e i profili chiari delle maniche. La vestibilità dichiarata è slim, da valutare attraverso taglia e misure anziché come promessa di un effetto sulla silhouette.
La polo blu regular mantiene due bottoni e ricamo, con un’impostazione visiva più essenziale. È un esempio utile per ricordare che La Martina non propone soltanto maglie con grandi numeri o grafiche da squadra.
La polo grigia regular riporta maniche corte, due bottoni e dettagli a contrasto. La fotografia mostra un ricamo più ampio sul petto: un segno grafico che possiamo descrivere senza attribuirlo a un team o a un torneo non identificato nella scheda.
La felpa bianca con zip è indicata con maniche lunghe, due tasche e logo ricamato. Può essere considerata per una sovrapposizione casual, senza dedurne isolamento termico, trattamento tecnico o utilizzo equestre.
La camicia blu regular fit presenta collo alla francese, maniche lunghe, polsini con un bottone e ricamo. Porta il racconto del marchio verso un capo diverso dalla polo, da abbinare anche a pantaloni semplici e senza ulteriori stemmi.
Lo zaino blu è descritto con manico, spalline regolabili, tasche esterne e interne, spazi per telefono e penne e scomparto per laptop. La scheda considerata non specifica la diagonale compatibile: va verificata prima di inserirvi un computer. La fotografia mostra pannelli blu, profili neri e un cordino incrociato sul davanti.
Le descrizioni esaminate non precisano composizione fibrosa e paese di produzione: non definiamo quindi automaticamente le polo “100% cotone”, la camicia “lino” o lo zaino “pelle”. Non attribuiamo inoltre un anno di collezione dai codici prodotto. Le descrizioni originali dei sei articoli non sono state modificate.

Come indossare il linguaggio del polo senza costruire una divisa
Una polo con ricamo importante può essere il centro dell’insieme: un chino uniforme o un denim senza decorazioni lascia spazio alla grafica. Con un modello più discreto si può lavorare sul contrasto fra colletto, pantalone e scarpe.
La felpa con zip introduce una sovrapposizione, mentre la camicia permette un’interpretazione meno sportiva. Non è necessario aggiungere stivali da equitazione, numeri o accessori da campo per rendere riconoscibile l’ispirazione.
Il consiglio è scegliere un elemento e lasciare respirare il resto. Le immagini editoriali di questo articolo seguono questa idea, con un ambiente quotidiano immaginario anziché un torneo, una scuderia o un club reale.
Una storia che parte dallo sport, ma non si ferma al campo
La Martina attraversa quarant’anni trasformando un’origine specialistica in un universo di abbigliamento e accessori. La famiglia, le relazioni sportive, il rapporto con i club e la capacità di costruire un’immagine internazionale sono fili della stessa vicenda.
Il rinnovamento del 2025 e la partnership industriale del 2026 aggiungono nuovi strumenti, senza cambiare il punto di partenza della storia. Per leggere un prodotto, però, l’origine del marchio resta un contesto: la scheda del singolo articolo è il riferimento per caratteristiche e scelta.
Fonti e nota sulle immagini
Ricostruzione aggiornata alle informazioni disponibili il 29 ottobre 2026, basata sugli estratti pubblici delle fonti indicate, non sulla consultazione integrale di contratti o archivi. Partnership, licenze, forniture e accordi industriali sono mantenuti distinti; progetti e obiettivi annunciati non sono presentati come risultati conseguiti.
- La Martina, About Us: fondazione, cronologia, La Casona e direzione del marchio.
- IMD, Opting for Exclusivity: esperienza di Simonetti e sviluppo dell’offerta.
- La Nación, 10 febbraio 2026: Lando Simonetti, Gachi Ferrari e i quarant’anni dell’impresa.
- El País, 2017: origini commerciali e sviluppo internazionale.
- La Martina Technical, About Us: percorso dall’equipaggiamento all’abbigliamento.
- Guards Polo Club, 15 maggio 2016: accordo per Varsity Day e squadre universitarie.
- Maserati, PoloStories: tour e progetto di comunicazione del 2016.
- FashionNetwork, 21 gennaio 2025: nomina di Antonella Di Pietro.
- Milano Finanza, 16 giugno 2025: management e ritorno a Pitti Uomo.
- FashionNetwork, 19 giugno 2026: partnership con BWM e dichiarazioni di Adrian Simonetti.
Copertina e due immagini nel testo sono elaborazioni editoriali generate con intelligenza artificiale per mem39, ispirate ai riferimenti di catalogo. Non sono campagne ufficiali La Martina, fotografie storiche, immagini di club reali o dimostrazioni di prestazioni. Il modello è immaginario; i capi accessori dello styling non rappresentano ulteriori articoli del marchio verificati. Le elaborazioni possono differire nei dettagli: per l’acquisto fanno riferimento le fotografie originali e le informazioni delle singole schede.